08/02/2014 - Scarichi nelle Torbiere: è allarme

Il maltempo fa riversare le acque bianche e nere dei comuni confinanti nella riserva naturale. Il presidente dell’ente: «Servono progetti risolutivi»
Non possono essere valvola di sfogo per il lago perché le vasche sono già colme. Ma neppure per le «piene » dei comuni vicini. Da dove - tra i torrenti gonfiati dalla pioggia e la terra zuppa-l’acqua si riversa nella riserva naturale. Secondo il presidente dell’ente di gestione Gianni Lecchi la situazione più urgente e più grave per le Torbiere del Sebino è dovuta ad un sistema fognario «misto»: «Abbiamo già scritto a Iseo, Provaglio d’Iseo e Corte Franca - afferma Lecchi -chiedendo che gli sfioratori vengano monitorati e puliti. Ma, con tutta la buona volontà dei Comuni, basta guardare vicino ai tubi d’entrata alle Torbiere per vedere che nelle vasche, in questo periodo, entrano acque bianche e nere. In buona sostanza, acqua potabile e fognatura vera e propria». Da riserva naturale tutelata, la Torbiera si trasforma in ricettacolo di tutta l’acqua utilizzata dal pubblico e dai privati cittadini, senza distinzione di sorta. «Altro che salvaguardia e valorizzazione», si lamenta Lecchi, che prosegue avanzando la richiesta «ad Aob2, la società che gestisce l’acqua, di cominciare a progettare una soluzione e di accantonare fondi per risolvere, nel tempo, un problema che si presenta con una certa frequenza». Secondo il presidente dell’ente della riserva il gruppo gestore della risorsa idrica avrebbe il compito di creare dei laghetti di riempimento prima che le acque miste arrivino alle vasche della torba. Un «settore» dove possa aver luogo una sorta di fitodepurazione dell’acqua. «Ritengo che un’azione di questo tipo sia dovuta- prosegue Lecchi -. Oltretutto non ci sono altre soluzioni per proteggere un habitat come quello della riserva. I Piani di governo del territorio da poco approvati dovrebbero imporre alle nuove abitazioni la creazione di pozzi "bianchi" (che raccolgano cioè le acque cosiddette bianche, pure e piovane) da disperdere nel terreno». Lo stesso ente gestore della riserva, che ha competenza sulle nuove edificazioni artigianali-commerciali ed industriali del territorio ed ha anche parere vincolante sulla modalità di realizzazione, obbliga i nuovi capannoni a dotarsi di vasche di prima raccolta per la decantazione(anche della pioggia) dove l’acqua,anche se inquinata da idrocarburi dell’asfalto e simili, inizia a purificarsi proprio in virtù del processo. «Nel corso dell’ultimo comitato tecnico-scientifico queste indicazioni sono state date per la realizzazione del nuovo supermercato di Covelo, dell’area residenziale in località Bersaglio a Iseo e per l’ampliamento dell’Esselunga a Corte Franca». Tornando alle Torbiere: per chi cammina in questi giorni nella riserva naturale sono d’obbligo i gambali, visto che molti sentieri sono allagati. E, in generale, è consigliabile una certa attenzione.Veronica Massussi
Fonte: 
Giornale di Brescia