09/01/2014 Mattia Gavazzi senza squadra «Deluso ma pronto a ripartire»

A spasso quando tutti i corridori stanno pianificando la stagione: Mattia Gavazzi non è più un tesserato dell´Androni Giocattoli. L´ha comunicato la società retta da Gianni savio che ha preso questa decisione «per motivi personali e divergenze tecniche tra il corridore e la squadra. La società ringrazia Mattia Gavazzi per le vittorie ottenute con la maglia Androni - Venezuela e gli augura nuovi successi in futuro». Questo il comunicato del team che lascia davvero molto perplessi gli addetti ai lavori. Che qualcosa bollisse in pentola lo si era capito ormai da qualche settimana: da quando l´Androni Venezuela aveva convocato per uno stage i corridori a Cesenatico. Proprio in un incontro in terra romagnola tra «Gavazzino» e Savio è scaturita la decisione consensuale di rescindere il contratto stipulato due anni fa. «In verità ho firmato un contratto annuale con l´opzione sul secondo - dice Mattia Gavazzi -, ma purtroppo per divergenze tecniche importanti abbiamo stracciato tutto e adesso sono a spasso. Spero di riuscire a trovare una squadra nel giro di alcuni giorni anche se i giochi sono ormai fatti da mesi». Una tegola che proprio non ci voleva per il professionista di Provezze, 28 successi in carriera, quattro nel 2013, alla soglia del 31esimo anno che festeggerà il 14 giugno. «Con Savio ero d´accordo di correre il Tour de San Luis in Argentina, mentre qualche giorno fa mi ha comunicato che avrei corso Donoratico e poi il Giro di Malesia. A quel punto non ci ho più visto e forse ho anche alzato troppo la voce, ma non era giusto quello che mi stava prospettando. Soprattutto perché mi ha detto a chiare lettere che non avrei disputato il Giro perché è troppo duro. Invece credo avesse deciso da tempo di assegnare il posto di velocista per la corsa rosa a Belletti. E pensare che l´anno scorso sono stato il corridore più vincente dell´Androni Venezuela e portato punti preziosi nella challenge italiana che alla fine ha consentito di strappare un posto per gli inviti al Giro. Sono arrabbiato ma devo stare calmo e sperare in una chiamata. Ho così voglia di correre e lo dimostrerò al mondo intero: non sono Cavendish ma credo di potermela cavare alla grande». Divorzio consensuale non legato, è bene precisarlo, a problemi legati a controlli medici perché in quelli sostenuti è sempre stato negativo.

Fonte: 
Bresciaoggi