11/02/2014 - Acqua, neve, valanghe: il meteo non dà tregua

Una morsa micidiale di acqua, neve e frane stringe d´assedio ormai da giorni il territorio bresciano. A Bagolino, in Val Sabbia, dal mezzogiorno di ieri la Provinciale 669 dal paese fino a Valle Dorizzo è presidiata dalle forze dell´ordine per il pericolo valanghe e dalle 21di ieri sera alle 5 di questa mattina è stata addirittura chiusa, situazione che potrebbe ripetersi oggi se le condizioni meteo non miglioreranno. 
Sulla strada che sale al Gaver continua a incombere lo spettro delle slavine, ma con l´incessante nevicata di ieri la problematica si è spostata più a valle. In tarda mattinata è cominciato il presidio ai due canaloni carichi di neve di «Nadre», appena dopo l´abitato di Bagolino, e «Dazarè» qualche chilometro dopo, che secondo il nivologo incaricato dalle Provincia danno particolare preoccupazione.
La variante sotto il paese è stata chiusa immediatamente, è rimasta aperta solo la vecchia strada soprastante fino alle 21 per consentire ai residenti della piccola frazione di persone di far ritorno a casa. Ci sono una trentina di persone che vivono a Valle Dorizzo e questa mattina i pendolari potranno scendere per recarsi al lavoro dalle 5 in poi. Ieri pomeriggio, nella sede del Comune si è tenuta una riunione coordinata dall´assessore comunale Paolo Zangarini. Carabinieri, Guardie forestali, Polizia provinciale e Protezione civile turneranno per tenere d´occhio la situazione, mentre gli addetti della manutenzione strade sono pronti ad intervenire con una grossa pala per rimuovere immediatamente la neve se la slavina dovesse scendere fino alla strada. 
Sempre in Valsabbia, la situazione è tornata alla normalità a Roè Volciano, a pochi passi dalla rotatoria del Pozzo, con la riapertura della strada colpita la settimana scorsa da una frana. A Bione, in località Sagù, lo smottamento della montagna crea non pochi problemi: «Col tempo cattivo - dice il sindaco Giovanni Maria Marchi - i lavori faticano ad avanzare, anche perché l´area su cui si opera è tutt´altro che agevole». 
La frana è caduta su via Giuseppe Verdi, ma interessa anche la sottostante strada vicinale, sterrata, che portava un tempo verso Brescia via Coste di Sant´Eusebio. «Possiamo ragionevolmente pensare che tra un paio di giorni le 2 strade interessate dal cedimento possano riaprire, anche se solo a senso unico alternato» chiude Marchi. 
In Valle Camonica si allungano invece i tempi per la riapertura di Via Vigne a Piancogno, chiusa da venerdì sera scorso quando si è staccata una frana di circa 40 metri cubi che ha tagliato in due la strada che dal fondovalle sale verso l´Annunciata.Dopo le verifiche di ieri mattina da parte dei geologi di Regione Lombardia, i tempi si allungano poiché è stimata la presenza di ulteriori 60 di metri cubi di materiale a rischio caduta. Via Vigne non è nuova a episodi franosi legati a intense precipitazioni, trovandosi su un versante considerato fragile dai geologi, parete dove negli ultimi anni sono già stati spesi quasi 2milioni gli euro per interventi di messa in sicurezza. Per la revoca delle ordinanze di abbandono delle abitazioni e la riapertura della viabilità ora c´è da attendere il ritorno del bel tempo e lo stanziamento regionale per l´esecuzione dei lavori. La pioggia è fastidiosa, ma non costituisce un pericolo, lungo il solco dell´Oglio. Anche le precipitazioni annunciate per i prossimi due giorni non destano preoccupazione perché saranno diffuse e alternate a schiarite. Il Sebino sabato e domenica s´è abbassato, pur essendo sostanzialmente in equilibrio le portate in entrata e in uscita. Ciò si spiega con il fatto che le centrali idroelettriche della Valcamonica rallentano la produzione di energia durante il week-end. Ieri il livello dell´acqua ha fatto segnare +99,3 cm sull´idrometro di Sarnico, domenica era a + 101,4 cm: c´è un margine di 10 cm, insomma, prima che il lago esondi nei punti più bassi del lungolago di Iseo. 
Nel parco delle Polle, tra Iseo e Cortefranca, si segnala che la strada che l´attraversa è impercorribile, perché invasa dall´acqua. Campi allagati costeggiano un pò dappertutto il corso inferiore dell´Oglio, dove alle portate in uscita dalla diga di Fosio, a Paratico - alle 15,30 di ieri era di 96,4 metri cubi al secondo, contro gli 81,5 in ingresso - sono da aggiungere i rivoli di scolo che dai terreni finiscono nella rete dei canali e da lì nel fiume. A Orzinuovi ieri l´Oglio aveva una portata di 200 metri cubi al secondo: ancora lontana, tuttavia, dall´essere pericolosa. L´unica situazione davvero critica la stanno creando gli scolmatori che riversano il troppo pieno nelle torbiere, a Provaglio, e nelle lamette a lago, a Clusane: le acqua meteoriche trascinano nella riserva anche le acque nere. Il Garda invece ieri ha raggiunto il livello di 133 centimetri sopra lo zero idrometrico. Misura ragguardevole (il livello storico medio è di circa 105 cm), ma non preoccupante. Gli esperti della Comunità del Garda tengono monitorata la situazione; come già spiegato nei giorni precedenti dal segretario generale dell´ente Lucio Ceresa, tuttavia non ci sono particolari preoccupazioni. (hanno collaborato Mila Rovatti, Giuseppe Zani, Massimo Pasinetti, Paolo Morandini, Luciano Scarpetta)

Fonte: 
Bresciaoggi