20/01/2014 Messa: «Gli scacchi? Si insegnano sui banchi Ma i circoli sono storia»

In città, chiusa la sede di via Bulloni, un circolo scacchistico manca da più di 10 anni. Più vitale la situazione in provincia. A Provaglio d´Iseo l´Associazione Scacchi Franciacorta è arrivata al trentesimo anno di vita, si riunisce regolarmente il venerdì sera, coinvolge anche ragazzi under 14, organizza tornei e partecipa ogni anno al campionato nazionale a squadre, ottenendo risultati soddisfacenti.NELLA BASSA il Circolo Scacchi Ghedi, guidato da Angelo Paglia, è attivo dal 2006 e, tra le varie attività che svolge, è impegnata nell´opera di diffusione del gioco, avviando alla pratica i ragazzi delle scuole primarie del paese. Anche la Valcamonica vanta appassionati del «nobil giuoco», radunati a Malonno sotto le indegne del Circolo Scacchistico Camuno.Fiore all´occhiello della realtà bresciana è la scuola Torre & Cavallo di Sarezzo. Il suo obiettivo è promuovere e organizzare l´insegnamento degli scacchi nelle scuole della provincia, attivandosi nei rapporti con gli enti pubblici, con gli insegnanti e con gli istituti scolastici. Aristide Zorzi, il presidente, è riuscito ad allargare il raggio d´azione dell´associazione, istituendo decine e decine di corsi.«Nelle scuole gli scacchi non sono una materia curriculare, tuttavia un protocollo d´intesa con il Ministero esiste e s´insegnano in maniera istituzionale - spiega Roberto Messa - gli accordi si prendono con i singoli direttori didattici, gli insegnanti vedono ricadute positive nel comportamento e nel rendimento degli alunni».MESSA è la memoria storica del movimento scacchistico bresciano: 56 anni, si avvicinò al gioco quando ne aveva 15, affascinato dalla sfida per il titolo mondiale che nel 1972 si disputò a Reykjavik tra lo statunitense Fisher e il russo Spassky. A 19 anni conseguì il titolo di Maestro e cinque anni dopo si laureò campione italiano, prima di diventare Maestro internazionale. Professionista fino al 1987, oggi dirige e edita l´unica rivista del settore reperibile in edicola. «Torre & Cavallo - Scacco!» è pubblicata a cadenza mensile, è tirata in circa 6 mila copie e ha mille abbonati. La recente affermazione del ventitreenne norvegese Magnus Carlsen, laureatosi campione del mondo lo scorso 22 novembre a Chennai, battendo il padrone di casa, l´indiano Viswanathan Anand, offre a Messa interessanti spunti di riflessione: «Un tempo si credeva che la carriera di un grande scacchista durasse per tutta la sua vita, poi è avvenuto un cambio di tendenza».L´EVOLUZIONE delle tecnologie informatiche ha consentito di intensificare e affinare la pratica, si è verificato un fenomeno di precocità un tempo impensabile, oggi i bambini più talentuosi sono subito allenati intensivamente (l´età ideale per avvicinarsi a torri e regine è «intorno ai 7-8 anni»).Il computer ha rivoluzionato il mondo degli scacchi, «il circolo dove ci si recava dopo il lavoro è una realtà dimenticata», basta accedere a uno dei tanti portali presenti in rete ed è possibile disputare partite in qualsiasi momento, con chiunque e ovunque l´avversario si trovi. In Italia va per la maggiore il sito scacchisti.it, «lì si trovano le basi della piramide, vincendo si ottengono punti che consentono a mano a mano di accedere a sfide con avversari sempre più forti e affinare nel tempo la propria abilità».A Brescia c´è qualche ragazzino promettente? «Ho allenato e seguito, nei tornei che disputava, un adolescente originario del Bangladesh dal futuro davvero interessante», riferisce Messa.Il padre, intravedendo in lui e nella sorella minore qualità non comuni (entrambi vantano risultati scolastici eccezionali), ha deciso che per il loro avvenire proseguire gli studi in Gran Bretagna fosse più vantaggioso. «Mi ha fatto pensare come anche un immigrato consideri il nostro Paese non adatto a valorizzare le qualità dei giovani». Il migliore scacchista italiano si chiama Fabiano Caruana, ha doppia cittadinanza (è nato a Miami), «a 14 anni era già Grande Maestro e da luglio di quest´anno è al terzo posto della classifica Elo, la graduatoria internazionale stilata sulla base dei piazzamenti ottenuti nei tornei».Forse un giorno potrà emulare le gesta del russo Garry Kasparov, «il più grande giocatore di tutti i tempi per i risultati che ha espresso».Mauro Zappa

Fonte: 
Bresciaoggi