"ROBE DE MACC. I MERCANTI DELLA NOSTALGIA" - Le meraviglie di sette rigattieri appassionati

Data: 
02/12/2017

La mostra fa parte di quelle che il Monastero, da anni, dedica in autunno alla civiltà pre-industriale del Bresciano e, per estensione, dell'alta Italia, tra Alpi e Pianura. Stavolta, invece di concentrarsi su un aspetto o l'altro di quella civiltà, si concentra su una figura -quella del rigattiere- che è tra le più decisive nel recupero e nella valorizzazione (anche museale) delle testimonianze materiali di quella civiltà. E a 7 rigattieri del Bresciano e dell'alta Italia, selezionati col criterio della correttezza professionale e della passione, abbiamo chiesto di esporre gli oggetti la cui scoperta, nel corso della loro ormai pluridecennale professione, li ha stupiti e inorgogliti di più. Il risultato è una fiera delle meraviglie, non perchè ci sia abbondanza di ori, argenti e perle, ma perchè ogni pezzo esposto è, nello stesso tempo, una testimonianza storico-culturale e un prodotto di gusto estetico raffinato. Mondi per noi ormai esotici, anche se occupavano la terra che calpestiamo, e una ingegnosità e una ricerca della bellezza che noi oggi definiremmo creative, anche se frutto di persone semplici e sconosciute, sono qui evocati, il che introduce al tema profondo che la mostra, attraverso la figura del rigattiere, intende proporre.

E' il tema della nostalgia. Secondo i più acuti pensatori del nostro tempo, la mentalità soprattutto occidentale è oggi orientata alla nostalgia. A causa -si ipotizza- del profondo disagio provocato dalle inquietanti trasformazioni avvenute e in corso, è molto forte il desiderio di un altrove rassicurante e pacificante. Ma tale desiderio è enigmatico e complesso. Anche se rivolto al passato, non pare invocare il ritorno del passato, ma piuttosto trova e apprezza, nel passato, valori che si vorrebbe traghettare nel futuro per mantenerlo umano. 

La nostalgia, passione dominante dei rigattieri e passione dominante delle moltitudini che affollano i loro mercati, oltre che tendenza dominante oggi nella mentalità occidentale (anche quando non rivolta al vintage), merita, dunque, di essere pensata e portata al livello della consapevolezza, in modo che non resti sentimento oscuro aggiunto all'oscurità dei tempi. Per favorire questo risultato, la mostra sarà integrata da eventi collaterali "di riflessione". Quindi, il prossimo sabato 2 dicembre, l'inaugurazione sarà integrata da un evento che avrà quale protagonista il giornalista e scrittore Gian Luca Favetto, il quale guiderà una “passeggiata di letture” tra grandi Autori (Kafka, Hemingway, Shakespeare, Omero, Brodskij, Gobetti, Calvino, Pavese...): una sorta di viaggio verso l'altrove, appunto, dalla preparazione delle valigie fino al ritorno, attraverso una serie di parole come scelta, responsabilità, lavoro, amore, cultura.

Fondazione San Pietro in Lamosa

 

 

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